LA RESILIENZA DEL BOSCO - GRUPPO BOTANICO MILANESE

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LA RESILIENZA DEL BOSCO

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LA RESILIENZA DEL BOSCO Giorgio Vacchiano
Recensione libro
Ho trovato affascinante leggere questo libro del Prof. Vacchiano. E’ un lungo racconto autobiografico di un viaggio tra le foreste più importanti al mondo con lo scopo di studiare le grandi capacità degli alberi di adattarsi e resistere a gravi cambiamenti. Oggi la parola resilienza è diventata parte del linguaggio comune come la parola DNA. In realtà si tratta di un concetto riferito al significato del termine resiliente (1855) che significa “capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi”. Ascoltiamo spesso frasi come: metterci alla prova aumenterà la nostra resilienza, dobbiamo tutti avere maggiore resilienza, risponderemo con una specifica resilienza. In fondo l’autore, già ospite del Gruppo Botanico Milanese in febbraio 2019, ci racconta con esempi tratti dalla natura spontanea come gli alberi abbiano attraversato il tempo, quello dei secoli passati oggi visibile dagli anelli di accrescimento, superando ogni difficoltà sia climatica sia metabolica. Ci sono alberi in Italia di oltre mille anni come il larice millenario della Valmalenco di 1012 anni, ci sono alberi plurimillenari come l’abete rosso situato in Svezia chiamato Old Tjikko di 9.500 anni, oppure un gruppo di pioppi tremuli dello Utah di oltre 80.000 anni.
“Ripartire dopo un disastro. Rinascere. Anche le peggiori catastrofi nascondono sempre una rinascita”.
Quando andiamo a vedere un albero antico, certamente secolare per dimensioni eccezionali, come i due Gingko biloba dell’Orto Botanico di Brera, descritti per la prima volta da W.Goethe nel suo terzo viaggio in Italia (1765), dovremmo riconoscere che tra questi rami, tra queste foglie si nasconde una capacità speciale di resilienza, una forma di intelligenza si direbbe, e dovremmo emozionarci e sorridere perché anche noi possiamo capire le forze intrinseche della natura e ricevere l’esempio di migliorare, di assomigliare al bosco, e di vivere con la serenità di chi apprezza di farcela ancora una volta. Mi piace sottolineare anche un altro aspetto importante del libro, quello di farci conoscere la vita di un giovane ricercatore sempre in cerca di nuove domande e risposte possibili, mentre si muove tra USA, Canada, Patagonia, Parco del Pollino, foresta di Paneveggio. E’ un modo nuovo di apprendere attraverso le esperienze dirette raccontate dall’autore in modo semplice e spontaneo. Il prof Vacchiano, ricercatore dell’Università degli Studi di Milano, esperto in gestione forestale, ha attenzione anche al paesaggio verde urbano. Le piante certamente sono un valore nella difesa contro l’aumento della CO2 in atmosfera e possono anche difenderci contro i fenomeni di pioggia eccezionali. Gli alberi possono aiutarci a rallentare il deflusso ed evitare i sovraccarichi della rete idraulica. Si può partecipare al progetto di stima sulla quantità media di pioggia utile alle diverse specie di alberi in una città come Milano. Come? Contattando il prof. Vacchiano al suo indirizzo mail giorgio.vacchiano@unimi.it per ricevere il protocollo di misurazione. Lo scopo finale sarà quello di scegliere gli alberi migliori per aumentare anche il verde di Milano.
Il libro finisce con una speranza.
“La storia dell’umanità racconta un’eredità meravigliosa e antichissima, una rete di relazioni che ci dona la vita e che rischiamo di perdere. La generazione dei giovani che marciano in piazza offre l’occasione di realizzare qualcosa che non ha precedenti nella storia dell’umanità. Collaborare come specie a inventare un mondo nuovo. E’ tempo di cominciare” Ed. Mondadori €18,00
Buona lettura!
Giorgio Galli
galligiorgio@fastwebnet.it
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